Il blog di jacaranda

L’incubo dei liutai

31 Marzo 2024 - Storie in liuteria -

Leggo. La copertina del mio libro attira l’attenzione del vicino di ombrellone. “Ah… chitarre elettriche! Io costruisco chitarre elettriche, lo sa?”. Parla con un leggero accento tedesco. Mi giro verso di lui e, prima ancora che io possa aprire bocca, estrae il suo telefonino -un iPhone mai visto in commercio- e parte con una raffica di foto e video di fasi di lavorazione. Sotto ogni pezzo campeggia un nuovissimo CNC a sei assi, e i legni sono così belli che il Private Stock gli fa una pippa. A un certo punto, il tipo fa una pausa teatrale mentre mi lancia uno sguardo beffardo: poi schiaccia play.
Nel video si vede lui che batte con le nocche il top di una chitarra, e dal pezzo di legno scaturisce tutta l’introduzione di Little Wing!
È troppo! Cerco di reagire con l’arma dell’ironia. “E… hai costruito anche il tre alberi ormeggiato qui nella baia? Quello da cui sei sbarcato stamattina?” “No, risponde con noncuranza, quello l’ho comprato coi dividendi di quest’anno. Sono vicepresidente dell’Unione Banche Svizzere”.
Vado al bar. “Cameriere!” faccio al ragazzo che arriva, prende l’ordinazione e prima di andare si volta e mi fa: “Comunque non sono un cameriere, lavoro qui part-time. Sono un liutaio e vendo su internet”. “Ah… sì… scusa…” dico, mentre mi va di traverso il drink.
Al gate dell’aeroporto ho di fianco un ragazzo che sembra arrivato da Woodstock con la macchina del tempo. Vede che guardo la custodia sbrindellata che porta con sè, e allora gli dico: “Martin D18?” Lui per tutta risposta tira fuori la più bella chitarra acustica che io abbia mai visto. La decorazione della rosetta parte dalla buca e finisce dietro la paletta passando per il fondo, senza interruzioni. “Ti piace? L’ho fatta io”. “Ah… fai il liutaio?” Mi risponde che é un ingegnere di biotecnologie in California, ma ha anche una laurea in filosofia, e costruisce chitarre nel tempo libero. “Questa l’ho già venduta per 15.000 dollari”.
Esco e cerco un taxi. La gente in attesa è tanta e non posso assolutamente perderlo. Mi allungo al di sopra delle teste e mentre mi sbraccio urlo: “Liutaio! Liutaiooo!”
La macchina mi si ferma di fianco, metto la testa dentro al finestrino e alla guida c’è Leo Fender, periodo pre-CBS, in camicia hawaiana. Mi guarda inespressivo e mi dice, parlando in italiano perfetto. “Non sono un liutaio. Sono un tecnico riparatore radio!”
E a quel punto mi sveglio, in un bagno di sudore.

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